domenica 13 novembre 2011

Natale 2011


Davanti al bambino di Betlemme 
Alla scuola del piccolo MAESTRO
La prima cattedra di Gesù é il Presepio, dove silenzio ci insegna umiltà, povertà e pazienza .

Carissimi, 
tanti Auguri Natalizi a voi e alle vostre famiglie !
Nella stalla di Betlemme ci é offerto il segno che ci fa rispondere lieti: si, infatti questo bambino - il Figlio unigenito di Dio - é posto come segno di garanzia che, nella storia del mondo, l’ultima parola spetta a Dio, a Lui che é la verità e l’amore.. Questo é il senso vero del Natale, é il ” giorno” in cui nasce la luce invitta, una luce che non morirà, ma tiene già nelle sue mani la vittoria finale !


“ Il Verbo si fa carne”
Ecco con l’Avvento si è aperto un tempo di grazia che fa memoria della venuta di Dio fra noi. Viene colui che ha creato il mondo, che orienta la storia, che ha cura di noi fino al punto più alto: diventare uomo. La vita umana che é cosa buona, perché uscita dalle mani del Creatore, diventa eccellente, peché Dio l’ha assunta e l’ha completata.

La nascita di Cristo, é l’avvenimento che divide in due la storia umana, é il fatto sconvolgente di Dio che si fa uomo ed entra nell’umanità con la forza dell’infinito e dell’eterno e con umiltà e la debolezza di un bambino; é l’incontro avvenuto e reso perenne di Dio con l’uomo. Natale. É l’opposto del ricordo sbiadito di un fatto lontano nel tempo. Natale é Dio che diventa cittadino di Israele per essere cittadino del mondo, é un uomo storico figlio del suo tempo, della sua civiltà, della sua cultura , che é anche Dio per tutti i tempi, tutte le civiltà e tutte le culture .
Natale é l’annuncio e la realtà del grande mistero dell’Incarnazione che scuote l’equilibrio dell’uomo mettendo nelle sue radici la realtà di Dio, la sua grazia, la sua azione di slvezza. Nascendo egli si mette tutto nelle nostre mani, si rende disponibile a noi che abbiamo bisogno di Lui, Pane Santo di vita eterna, per poter camminare nella nostra quotidiana esistenza.

“Per la nostra salvezza “

Gesù nasce. Dio compie il suo passo decisivo verso noi. Ora spetterà a ciascuno accogliere il SALVATORE. La risposta dei pastori all’annuncio degli angeli diviene infatti esemplare delle nostre risposte.
La nascita di Gesù nella povertà e nella precarietà é sfida aperta a cercarLo nelle cose semplici ed é ad un tempo richiamo contro la nostra ricerca di comodità, di certezze. Solo chi é disposto a cercare Gesù nella via stretta del Vangelo e nella debolzza e nella sobrietà di vita, lo troverà “ E’ Lui la nostra salvezza”.. Noi cristiani, testimoni.
Carissimi, Bambino nato per noi, perché diventi più bella la nostra vita!
E perché diventi più bella la vita degli ex detenuti minori, con pazienza, é uscito il Centro: CAFAJ a SOUKPEN (Centre d’Accueil et de Formation des Jeunes) attraverso azioni di sviluppo in generale per il villaggio e sopratutto per offrire una alternativa credibile di rieducazione, di formazione e di reinserzione dei giovani descolarizzati dai 15 ai 22 anni, senza distinzione di religione, portando una attenzione particolare sui minori usciti dalle prigioni.
I giovani sono formati in tecniche agricole ed allevamenti; la trasformazione dei prodotti agricoli; la commercializzazione degli stessi prodotti; l’artigianato ( muratori, falegnameria, meccanica ed altri mestieri rurali ); gestione, educazione alla socializzazione..

La formazione al Centro CAFAJ - Soukpen dura tre anni.
Primo anno : Tronco comune l’allievo elabora il suo progetto di orientazionre professinale con l’aiuto di animatori.
Secondo anno: il giovane fa la scelta su uno dei mestieri proposti dal Progetto.
Terzo anno Affermazione e Perfezzionamento .

E’ prevvisto un quarto anno per quei giovani che durante i tre anni si sono fatti rimarcare per il loro comportamento indisciplinato! Cioé che non hanno ancora le qualità e le condizioni richieste per il loro inserimento nella società.
Progetto iniziato nell’ottobre 2010, oggi si presenta con una abitazione bella e grande per i ragazzi con: salone, sala da pranzo, 6 camere da letto ( a sei letti); due studi o sale corsi ; una saletta per incontri personali Animatori – allievi che funge anche da piccola Cappella. La preghiera comune giornaliera, é richiesta, un atto di approcio delle varie etnie che si raccolgono al centro. Un aiuto alla vita comunitaria di famiglia. Piccolo appartamento per l’Animatore responsabile del Progetto.
L’effettivo oggi é di 13 giovani; quattro Animatori tra i quali due volontari Italiani.
Vicino l’abitazione, un pozzo di acqua potabile; l’ambiente per la cucina e dietro: docce e WC. Nonché un vasto campo per lo sporto Fut et tennis.
Come completamento un po’ di tutto si sta aspettando l’arrivo di un ricco e prezioso container, con sbarco a Douala l’11 novembre. L’engar o atelier é quasi pronto, ospiterà il bel trattore Lomborghini, il frangizolle. e l’erpice. Materiale vario per la casa ed abbigliamento ragazzi.
Cominciamo a realizzare il “ Prgetto di Sviluppo Agricolo”. Tutti contenti ragazzi in affido ed abitanti di Soukpen che già stanno usurfuendo la Scuoletta Elementare per i loro bambini. Scuola mai esistita fino ad ora!
L’alfabetizzazione dei giovani ( ragazzi e ragazze del villaggio) é pure urgente. Il Signore comunque che é sempre provvdenza, col Natale 2011 “ La Volontaria Gigia Farina, arriva ! Una Animatrice socio-sanitaria con esperienza in Cameroun, era con noi negli anni ’80 !
La sottoscritta, é rivenuta a Bafoussam, zoppicando ancora un po’, ha ripreso la Responsabilità del Centro Sanitario Baleng e Laboratorio analisi mediche. Il Centro Cure Palliative accompagnata da una Volontaria dell’Organismo Fidesco specializzata in rianimazione e Cure Palliative .
Ho ripreso le visite nelle prigioni con la viva intenzione di ottenere dalle Autorità competenti, l’autorizzazione di Aprire un Centro di Accoglienza in alternativa delle prigioni per giovani e bambini arrestati per reati minimi. Vedo già realizzato il mio ultimo sogno “ Non più bamnbini in prigione!”   
Bimbi o giovani indirizzati a noi dai Comissari della Provincia.
Sono in corso le pratiche per una convenzione tra il Presidente della Corte d’Appello al Tribunale di Bafoussam e l’Opera socio-caritativa Diocesana di Soukpen .
La mia fiducia é grande; come ebbi compassione alla mia prima visita alle Prigioni Centrali di Bafoussam nel 1996; oggi la mia sensibilità e senso caritativo nata dal Vangelo al detto di Gesù alla massa che lo seguiva: “ Lasciate che i fanciulli vengano a me e.. guai a chi scandalizzerà questi piccoli “. A mio avviso, questi bambini che vengono così facilmente imprigionati, sono messi in condizione solo e solamente, di essere scandalizzati dagli adulti; si, la situazione delle prigioni é tale che tutto li dentro é condiviso, i servizi ospitali non sono divisi, é tutto un miscuglio. Se nessuno interviene, noi tutti siamo responsabili della loro coscienza sporcata con la quale dovranno adeguarsi e viverci.
Come cristiana, io ne sarei la prima responsabile se non intervenissi. Dunque per me un problema di coscienza. Si, un nuovo Centro a Soukpen che prevedo abbastanza spazioso certa che poi anche bambini di strada si uniranno numerosi. Col Centro un certo tipo di volontari locali e stranieri per accompagnarli ed educarli. Come ad esempio: Psicoterapeutici; Psiclogi; Assistenti Sociali. Cerchiamo gente sopratutto motivata al recupero di chi ha dovuto a tantoni e da solo afrontare la vita nella società; sopratutto bmbini trascurati dalle loro famiglie, già bambini di strada .

Il Bambino Gesu sono certa che ci verrà incontro, tutto sta nella nostra solidarietà e compassione per gli innocenti che dovranno affrontare il loro avvenire con basi già deboli in partenza !

Carissimi, davanti al bambino di Betlemme, pensate ai bambini e giovani di SOUKPEN

Grazie  a tutti voi che ci volete bene e BUON NATALE!          Maria




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mercoledì 6 luglio 2011

Tutto concorre al bene...

“ Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio “ (Rom. 8,28)


Carissimi fratelli e sorelle in Cristo che mi leggete,

non mi fermo a fare una cronologia degli otto mesi passati in Italia , vorrei dirvi che vivo il Signore molto vicino a me . Mi ha chiesto cose più grandi di me , ma non mi sono persa pur di aver dovuto passare per sofferenze fisiche e.. qualche paura. Lui, Gesù, era con me e io ho sempre trovato conforto e pace.

9 Dicembre 2010, Dio mi chiama a nuova vita !

Una caduta a sorpresa in casa a Bafoussam, giorno in cui preparavo il necessario per poter dare una ospitalità adeguata ai due volontari, scelti e chiamati per una mano lì dove ce ne sarebbe stato più bisogno. Prevedo già fin dal settembre di dovermi far aiutare o almeno di poter dividere impegni ed in particolare quelli presi per l’accoglienza e l’accompagnamento dei nostri ragazzi che stiamo inserendo nel Progetto : Centro di Accoglienza e Formazione Agricola dei Giovani (CAFAJ), gli ex detenuti minori, già miei figli fin dal giugno 2010.

Una scossa tremenda che mi immobilizza in ogni mio desiderio o preoccupazione del momento, mi sento frastornata, tagliata fuori dalla mia vita ordinaria Ho male.., non ho paura..

Tutto cambia in me e per me. Mi do da fare per lasciare in ordine e per scritto i miei desideri d’avanzamento. Il telefono prende appuntamenti per ogni attività. In particolare il mio socio, al quale affido l’avanzamento e la guida del progetto di Soukpen, il villaggio dove sorge il CAFAJ.

Abbraccio questa inaspettata novità, Dio è con me; lo Spirito mi rende serena nel tranquillizzare tutti i miei figli o collaboratori: da quelli del Centro Baleng, dove sorge il dispensario e il laboratorio di analisi mediche ; la signora con l’equipe che cura l’alimentazione giornaliera dei detenuti più bisognosi all’interno del carcere di Bafoussam. Ciò che sento è che debbo partire e le analisi mi dicono di non tardare, le notti dolorose pure! Moralmente non mi sento sola. La Verità di Cristo mi conduce nei miei pensieri e nelle mie disposizioni.

Dal 09 al 27 giorno della mia partenza , mi si da di vivere pure una rivolta da parte di cinque dei nostri cari ragazzi già iniziati a Soukpen Dopo averli incontrati uno ad uno con abbracci , auguri per il santo Natale , un regalino,ed un arrivederci ,; la scissione avviene durante una riunione con il nostro caro Guy : “ Non siamo d’accordo col vostro programma e regolamento , lavoriamo, vogliamo essere pagati … Il loro contratto , lo sanno presenta ben altre disposizioni con assicurazione di formazione ed un avvenire dignitoso per tutti. .. La notizia , mi rattrista un po’, vedo che questi non hanno capito il ben fondato progetto a loro favore. Li lasciamo liberi con la speranza di un loro pentimento, ma purtroppo nessuno di loro è rivenuto.. Dove potranno essere ? Certamente ancora sulla Strada

Dopo le vacanze ,  di Natale, una settimana, gli otto rimasti , ritornano a Soukpen , dove stanno costruendo i mattoni per la realizzazione della loro abitazione . Un lavoro duro , ma che hanno  portato avanti fino alla pittura ed in armonia con spirito comunitario ; ben integrati, si vogliono bene ..Oltre le stanze da letto una grande aula per la formazione Oggi vi debbo dire che l’abitazione , una bella e grande casa , è giunta al termine. Già abitata dalla comunità di 12, si poiché il ostro caro Guy ha accolto ancora quattro giovani ragazzi poveri della città.
Sia loro che il socio Guy , mi hanno sempre tenuta al corrente degli avvenimenti ed avanzamenti . Grazie al computer . Un filmino che racchiude un po’ tutto , mi è pure stato inviato .

Nel periodo di mia assenza la comunità ha realizzato parecchio : iniziato cinque allevamenti : polli, mucche, caprette, maiali , e cani da addestrare alla guardia e vendere i recinti tutti realizzati coi mezzi di bordo . Basti pensare che il pollaio potrà allevare sui mille polli. Inoltre suddividendosi gli appezzamenti di terreno fertile , i ragazzi stanno coltivando il loro orto a favorire una quasi autosufficienza alimentare .Sette ettari di terra seminati a mais , fagioli ed arachidi.

Debbo veramente ringraziare questi giovani che con volontà condividono , come loro stessi mi dicono : “ tra gioie e molto lavoro siamo contenti “

Tutto ciò mi da coraggio in questa lunga attesa.

Dal 27 dicembre quanti imprevisti!per me ad allungare la mia permanenza all’ospedale..

In questo spirito entro nel periodo quaresimale. Il viaggio del Calvario in compagnia di Gesù, le tappe salienti mi accompagneranno e saprò offrirle per la Chiesa dei miei amici africani, per la Chiesa Italiana, per i Sacerdoti.

Partecipo alla liturgia, ma in un modo molto particolare, in ascolto dello Spirito, lo seguo e mi sento nella verità. Mi accorgo che vivo la Quaresima ma più che parteciparla in preghiera, nella meditazione o nella lettura della Parola mi faccio condurre dagli avvenimenti, cerco di viverli in profondità come Annuncio.

Nel distacco completo da me stessa, navigo negli imprevisti e mi lascio condurre... dai miei di casa, dagli amici di Rimini; dai miei figli italiani che sono fieri della mia scelta a restare qui in Italia con loro come, per quanto tempo? Non lo so, vivo ; vivo molto intimamente con me stessa, proprio quella che un giorno si mise a completa disposizione dei più soli, dei più dimenticati dalla società. Dare attorno a me un briciolo di speranza e di dignità, il sentimento della presenza di Dio in ciascuno di noi, accorderà lì il mio impegno.

Comunque Lui continua a dirmi: “Maria dammi anime, le anime dei poveri bambini di strada, dei minori detenuti lì alle Prigioni centrali di Bafoussam. Togli dalle mani di incoscienti … si stanno rovinando ... risollevati, prendi il passo di una gazzella e vai, va tu... Ritorna a far visite regolari alle prigioni, ai minori. Torna con persone competenti ad accompagnare i tuoi ragazzi... Quanto fa male vedere questi bambini insudiciati dal peccato. Anelo alla purezza del loro amore. Se solo rispondessi alla Mia chiamata e conducessi a Me queste anime strappandole dalle grinte del maligno! Mai più bambini in prigione … Se solo sapessi quanti piccoli cadono nel peccato ogni giorno! Ci sono tante congregazioni a Bafoussam con tante giovani suore che si prendono cura di  persone ricche, capaci, ma per i Miei più poveri, non c’è assolutamente nessuno. Sono loro che desidero, sono loro che amo... Maria non rifiutare...”.


Questo è ciò che è avvenuto tra Lui e me in questo periodo di intensa vita con Lui. Ora è tutto chiaro davanti ai miei occhi. L’importante è che il Signore sia sempre nel mio cuore . “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”.

“Maria la Vergine Santa medita nel suo cuore , gli eventi in cui coinvolta insieme a Gesù cercando di penetrare il mistero che sta vivendo”.

Si, Lui ha chiesto cose più grandi di me, non mi sono persa pur di aver dovuto passare per sofferenze fisiche e qualche paura, ma Lui, Gesù, era con me. Da Lui nell’Eucarestia ho sempre trovato conforto e pace. Abbandonata alla Sua volontà, ciò che avrebbe potuto essere stato una eternità. No! Otto mesi sono volati, ho vissuto un periodo ricco e anche bello nell’abbandono alla Sua volontà giorno per giorno. Ora che ci penso: un bel sogno... Mi sono riposata; ho rivisto la mia vita... Il fallimento, è fuori discussione ; che io abbia avuto da soffrire incomprensioni, critiche, giudizi, mi sono sempre preparata... è Sua volontà, gliela offro. Non mi sono mai scoraggiata.

Si, mi sono messa in progetti più grandi di me. Prego e mi lascio guidare. Ecco lo Spirito Santo mi invita ed aiuta a chiedere aiuto, mi rivolgo a vari organismi impegnati nel recupero di ragazzi: San Patrigniano, Don Ciotti di Torino ; la Comunità Giovanni XXIII.

Sento innanzi tutto che debbo dare la possibilità ai miei soci locali e agli animatori per entrare, ascoltare, recuperare i miei ragazzi ex detenuti. E mentre penso al loro recupero, penso pure a un’alternativa alle prigioni. Un Centro di accoglienza riconosciuto dalle autorità civili. Un Centro di accoglienza e di formazione. Un’utopia ? No, Lui mi sostiene.

Trovo appoggio ( ascolto per ora) dalla Comunità Giovanni XXIII. Ci stiamo organizzando per un loro soggiorno con me in Cameroun. Ecco la mia chiamata!

Scopro che divengo messaggio con la mia testimonianza di vita: donna di fede, persona di Dio. Vivo la gioia ( Gesù)di Dio e vado... L’Eucarestia, a partire dall’intimità, L’Eucarestia che diventa per noi scuola, per passare dall’isolamento alla condivisione; dall’esclusione alla convivialità. L’Eucarestia ci educa all’accoglienza;.” Se io il Signore ho lavato... (Gv 13,1)

Affinché tali esercizi di carità possa essere al di sopra di ogni sospetto e manifestarsi tale, si dovrà considerare nel prossimo l’immagine di Dio secondo cui è stata creata e Cristo Signore al quale veramente è donato quanto si dà al bisognoso..

Il bambino ha diritto alla famiglia . L’accoglienza non carità , ma giustizia

L’Eucarestia non è fatta per mandarci in estasi ma per metterci in crisi Meditiamo con Gesù eucaristico in noi, gli eventi della nostra vita quotidiana.

Prepariamo questa nuova Evangelizzazione a partire dalla nostra vita in Cristo, Eucarestia per essere testimoni veri e credibili.

Non abbiate paura, spalancate le porte a Cristo!” Imparate da me che sono mite ed umile di cuore “( Gesù )

“Uomini provati, venite a me tutti “”

Dove vado? Perché vivo? Da dove vengo? Quale la mia meta?

Rispetto, non violenza, ricerca della verità.

L’annuncio del Cristo è il primo gesto per lo sviluppo, per la verità

Portare il Cristo ai nostri giovani del ( CAFAJ)C entro di Accoglienza e Formazione Agricola dei giovani .

O, Gesù Buon Pastore, tu riunisci in un solo corpo quanti si nutrono di uno stesso pane, sostieni i credenti, le donne, gli uomini di buona volontà nell’assicurare nella comunità ecclesiale la libertà, la concordia e la pace.



Maria


domenica 6 marzo 2011

PASQUA 2011

San Biagio 05 marzo 2011 -   Foto in slide  - Pag.Web di Maria

“Signore, ti preghiamo di far spazio in noi per la Tua Parola”

Carissimi amici e familiari,

per qualcuno sarà una sorpresa questa mia lettera dall’Italia ! Niente di grave, la volontà di Dio, come sempre, si manifesta e non ho che da viverla nella pace. È proprio li che mi sta tenendo per ben cinque mesi qui con voi; Lui è sempre saggio e Provvidenza. Al momento in cui vi scrivo, mi sto preparando all’intervento chirurgico per l’applicazione di una protesi al mio ginocchio destro. Se ancora è sua volontà e se Lui mi permetterà di camminare di nuovo normalmente, il 27 maggio p.v. raggiungerò di nuovo i miei ragazzi, soci e collaboratori in Camerun.
Sono mesi di riposo e di silenzio che mi aiutano a ridimensionare (sempre in contatto col mio caro socio Guy che mi sostituisce a Soukpen) l’ultimo nostro tentativo di progetto chiamato “ Recupero degli ex detenuti minori”. Nonostante le loro rivolte e incomprensioni scoppiate nei primi giorni di dicembre, il Signore mi ha dato la grazie di analizzarle e ponderarle bene, pur facendomi rientrare in Italia d’urgenza per la frattura di tre vertebre dorsali. Niente di grave, sto sempre bene, la mia fiducia è nella verità della Sua volontà. Per questo sono serena e vivo nella gioia , sempre circondata dai miei amici.
Ormai è il 5 marzo, giorno del mio compleanno, finalmente festeggiato a casa e.. proprio mentre i miei stanno preparando altri quattro anniversari in famiglia nei primi giorni del marzo. Così ora io sento di potermi ritirare nel silenzio e nella preghiera per potervi inviare la consueta lettera circolare per la Pasqua. Ve la mando in pieno periodo di Quaresima : tempo propizio per scegliere dei momenti da passare a tu per tu con il Signore. Il mio invito a tutti è di leggere la Parola di Dio. È lì la Luce che ci illumina e che ci porta verso la Verità. Per i meno pazienti consiglio di leggere subito il libro di Salmi, un contino colloquio del Padre coi suoi figli. Impariamo non solo a leggere le sante Parole , ma ad assimilarle.
Ci fanno sentire che con Gesù, dobbiamo anche noi salire al calvario ( nostra conversione.. ) e ci conduca verso la giustizia e la pace . Perché anche noi ci doniamo ai nostri fratelli. Ci porta pure all’incontro ed all’ascolto, due parole che ci sembrano un po’ dimenticate. Si, accogliere ed ascoltare tutti che il Signore ci dia di incontrare , anche i fratelli immigrati che con affluenza si rifugiano da noi ! Signore, donaci lo Spirito di carità che ci porti alla concordia . Con Lui, in Lui non c’è più disperazione.
“ Signore , ti prego di far spazio in noi per la Tua Parola” I Salmi che ci portano a cercare Dio ed ad abbandonarci a Lui in ogni situazione della nostra vita: nella felicità e nella tristezza, nella salute e nella malattia, nella vittoria e nella sconfitta, nella supplica e nel ringraziamento, nel pianto e nella lode, nella paura e nella speranza. La bellezza dei Salmi ci dona tranquillità all’anima . Il salmo concilia e riconcilia. Da nessun’altra parte io ho trovato parole più forti di quelle dei Salmi. Tutta una poesia che dà forza e infonde speranza a lavarsi il cuore con le proprie lacrime .
“Se avete bisogno di ottenere una grazia entrate nella Bibbia, direte prima un atto di dolore poi un caldo bacio alla Parola: otterrete dal Signore quello di cui avete bisogno, luce e fede per la mente, forza e generosità per la volontà, pietà e calore per il cuore”. ( Beato Giacomo Alberione).
La Quaresima è il tempo per rientrare in noi stessi, con l’ascolto della Parola. Costruiamo insieme una comunità di persone libere che vorrebbero far riscoprire alla Chiesa e al cristianesimo la sua vocazione universale; noi cristiani autentici che chiediamo in questa Quaresima “ Luce sulla volontà di Dio“.
Quale identità dell’Europa e dell’Italia oggi? Si nota qui in Italia chiaramente la debolezza del cristianesimo. Carissimi, occorre ridare volto a un cristianesimo forte, dobbiamo evitare che il suo indebolimento finisca per indebolire e far tramontare l’Occidente. Sì, riscoprire e riaffermare l’identità cristiana! Oggi si vive l’era dei nuovi atei devoti. Certo non saranno questi un grande aiuto per il cristianesimo. Questi nuovi atei devoti sono uno stimolo forte alla riflessione. Saranno un aiuto per il cristianesimo?
A noi, carissimi amici miei, di far riscoprire alla Chiesa e al cristianesimo la sua vocazione universale. Noi, non ancora perseguitati da certi fondamentalismi che ammorbano il mondo. Noi cristiani autentici che chiediamo luce nella Volontà di Dio! A noi forse sarebbe necessario un nuovo Paolo di Tarso... Impegniamoci a dare testimonianza e a rientrare pienamente nella vocazione universale della Chiesa.
Carissimi, il mio soggiorno di quattro mesi nel silenzio, di vita in mezzo a voi (Occidente...). Il Signore mi ha dato di far luce, o meglio di rientrare nella mia civiltà europea. A voi le mie riflessioni guidate dallo Spirito Santo. Riflessioni, constatazioni che mi richiamano alla preghiera; certo non ho niente da proporre se non di sentire in me l’esigenza di rinsaldare la coesione della nostra comunità, con un richiamo ai valori tradizionali e restituire alla Chiesa la sua centralità con l’aiuto della nostra conversione.
Quale superiorità ha il nostro mondo occidentale? Nel mio piccolo noto insicurezze, paure che sorgono da tutto ciò che è nuovo, paura dell’altro, il diverso... Carissimi entriamo nella verità che ci solidifica e propone speranza. Ricerchiamola in particolare durante questo periodo della Quaresima. Arriveremo poi a risorgere col Cristo e.. solo tre giorni dopo la morte! Vale la pena vivere illuminati dalla Parola la nostra libertà interiore, guidata dallo Spirito verso la volontà di Dio per noi e per l’Occidente.
Tralascio il mio e vostro Sud del mondo nella mani di Dio, anche esso responsabile nel far ricorso alla Parola per vivere il Cristo e la gioia di vivere! I nostri amici africani che continuano sempre a cantare e danzare la vita! Accogliamo il Regno di Dio nella maniera di un bambino; sì, per la sua umiltà di bene e dolcezza di comportamento. Gesù Cristo la porta per entrare nel Regno, si è fatto piccolo e ci invita in questa Quaresima a familiarizzarci con la Sua Parola che ci darà la saggezza di Dio, ripeto, in un mondo dove si vive la paura del nuovo, dell’altro, del diverso. Sì, l’uomo di oggi ha sete di un chiaro orientamento. Chiediamo un aiuto nel desiderio dell’uomo di vivere. La Chiesa in questo periodo propone vari strade. A me per voi, il Signore ispira di rivolgerci alla Parola di Dio, la strada giusta.
Ora a noi: mi affretto nel mettervi al corrente di come Dio è sempre saggio e Provvidenza. L’ultimo nostro progetto in atto “ Recupero degli ex detenuti minori “. Nostro compito è di portare questi ragazzi ad essere artefici della propria vita e del loro futuro. Dentro hanno una bellezza da scoprire , da rispettare e valorizzare. A noi discoprire le ricchezze dei loro valori. Un grande dono affidatoci da Dio, dono sacro da rispettare e da custodire. Ecco che il Signore mi chiama nel riposo e nel silenzio; il mio cuore, la mia fantasia naviga lontano là in mezzo ai miei figli. Maria, cosa puoi fare ? Hai risposto “sì” al volere di Dio e forse poco ponderato il meglio per loro. Si rivoltano , una buona parte vi sta lasciando per ritornare sulla strada
Ecco che a nome Suo, sto cercando qui in Italia persone competenti, preparate ed esperte nell’incontro e ascolto. Mi sto rivolgendo a vari entri di recupero: Don Ciotti del Gruppo Abele di Torino; San Patrignano, in Romagna ma per il momento sto ottenendo una risposta di disponibilità solo presso la Comunità Giovanni XXIII e tramite la mia cara amica e sorella di lontana data Mara Rossi, che attualmente si trova a Ginevra e dove interviene all’ONU per la difesa dei poveri degli ultimi.
Mara mi ha messo in contatto con una coppia di psicoterapeuti di Catania, i coniugi Camilleri, che sono disponibili a fare un’esperienza in Camerun: un periodo di quattro settimane per iniziare i nostri Soci ed Animatori già attivi nel progetto. È un grande aiuto questo per noi. Saper dare a questi ragazzi, fiducia, affetto, amore ed inculcare loro un senso per la loro vita... Sono loro i protagonisti del loro futuro.
Due anni fa dissi “sì” al Signore, abbiamo adoperato tutte le nostre forze. Ora siamo a Soukpen con 8 dei ragazzi rimasti fedeli al progetto e stiamo ultimando la loro grande abitazione, dopo aver costruito il pozzo dell’acqua potabile. Stiamo, inoltre, inviando un container un container, che cercherò di completare e farne ottenere l’ autorizzazione per sbarcarlo a Douala. Sarò io stessa a riceverlo, al mio ritorno, e a farlo proseguire poi per Bafoussam, la città dove vivo. Un container che stiamo “riempiendo” qua in famiglia, con fratelli e nipoti che si stanno adoperando per mandare giù un trattore, alcuni aratri e altri attrezzi agricoli. Il nostro progetto di sviluppo agricolo continuerà poi un gemellaggio con la famiglia Negretto e come sponsor l’Associazione ONLUS “Maria Negretto” di Rimini.
I miei progetti corrono veloci , ma più lentamente vanno gli ortopedici di Riccione che continuano a rimandare il mio intervento al ginocchio destro. E’ essenziale per me ritornare dai miei con la possibilità di deambulare bene. Il sogno, che coltivo nel mio cuore, è quello di recuperare altri detenuti minori, accorciando il loro “soggiorno” in carcere fra miserie e fame.
Insieme invochiamo lo Spirito santo che procede dal Padre e dal Figlio: Tu sei in noi, parli in noi, preghi in noi, operi in noi. Ti preghiamo di fare spazio alle Tue parole, alla Tua preghiera, alla Tua intelligenza in noi perché possiamo conoscere il mistero della volontà di Do nella storia. Che sappiamo operare in maniera degna del Signore .
A tutti un abbraccio fraterno e BUONA PASQUA !


Maria e collaboratori Camerunesi .

domenica 2 gennaio 2011

Servire Dio negli ultimi

Servire Dio negli ultimi

Intervista a Maria Negretto

di Stefano Stimamiglio

In quarant’anni di presenza attiva nella zona di Bafoussam, in Camerun, ha impegnato se stessa nell’affrontare ogni tipo di bisogni e urgenze. Radio Speranza, un progetto strategico di formazione della gente.
«Bonsoir, ma soeur», «Bonsoir, mon fils». Aeroporto di Douala, Camerun, ore 20 locali. L’aria è umidissima, quasi manca il respiro a chi scende dall’aereo in arrivo da un’Europa ormai avviata verso i freddi autunnali. L’abbraccio con Maria è veloce e sbrigativo nella confusione da mercato che regna nella hall. Kader, che si è intrufolato fin lì chissà come, si impossessa manu militari del trolley stracarico di valigie pesanti come macigni e lo spinge con tutta la forza verso l’uscita facendosi spazio a parolacce. Sa che alla fine lo attenderà la meritata mancia. La mano ossuta di Maria si posa dolcemente su quella minuta e nerissima del bambino, quasi ad aiutarlo nello sforzo disumano. O forse solo per trasmettergli per un istante tutta la tenerezza di quella mamma che il piccolo, con ogni probabilità, non ha mai visto. Kader, mi dirà più tardi Maria, è un bambino di strada.
Quel rapido e all’apparenza insignificante gesto mi svela subito il cuore di questa donna interamente consacrata a Dio e ai poveri, da 42 anni in Camerun a servire Dio negli ultimi. Essere missionari al femminile in Africa può assumere anche la sua figura esile, minuta. Maria Negretto, 73 anni di età per 41 chili di peso, fisico segnato da decenni di lotta contro la lebbra, la tubercolosi, l’Aids, la povertà materiale e morale delle popolazioni del Camerun, combatte oggi probabilmente l’ultima grande battaglia della sua vita di missione: liberare e riscattare socialmente i minori ex carcerati della prigione statale di Bafoussam, la terza città del Camerun, dove lei vive.


Quella di Maria è una storia tutta segnata dalla ricerca di Dio

Ravennate di origine, ancora giovane inizia il cammino di formazione con le Figlie di San Paolo. Uscita dalla congregazione d o p o pochi anni, la ragazza si impianta a Rimini, dove consegue il diploma da infermiera. Siamo alla fine degli anni ’60, la Chiesa è in fermento, la decolonizzazione avanza e le ansie per una giustizia reale tra i popoli infervorano anche il suo giovane cuore. Decide, dopo aver ben ponderato la cosa e lottato non poco con i superiori (nel frattempo si è consacrata in un’altra istituzione della Famiglia Paolina, l’Istituto Maria Santissima Annunziata), di partire per la missione con un progetto della cooperazione contro la lebbra gestito dai Tecnici volontari cristiani. «La lebbra per gli africani è una maledizione», dice con quel suo tipico tono di voce basso, quasi a schermirsi. Già, la lebbra.

L’artrosi al ginocchio che la costringe da mesi a muoversi con il bastone è proprio il lascito doloroso di quei primi 20 anni di missione passati a chinarsi a terra sui lebbrosi nel Noun, un vasto territorio a maggioranza musulmana situato nella regione dell’Ouest (l’Ovest) del Camerun. L’inizio è quasi casuale: «Un padre dehoniano, confessando alcune persone in un villaggio, aveva sentito un odore nauseabondo di carne in putrefazione. Parlandone insieme, abbiamo capito che nei villaggi nascondevano i malati di lebbra per vergogna». Così, qualche mese dopo il suo arrivo in Camerun, parte per villaggi alla "caccia" di lebbrosi. «Dopo un lungo lavoro di convincimento dei capi villaggio abbiamo, con gli altri volontari, ottenuto il permesso di recarci presso i malati. Quando tutti hanno visto che avevamo i mezzi per curarla, hanno cominciato a confidarsi. Abbiamo così scoperto che c’erano molti altri lebbrosi segregati nelle casette costruite fuori dai villaggi per il lavoro nelle piantagioni. Molti di loro erano soli, abbandonati, magari sotto gli alberi del caffè, con solo un barattolino con acqua sporca da versare sulla piaga, spesso enorme e piena di vermi". Un lavoro durissimo, di accoglienza innanzitutto. È mettendo le sue mani in quella carne piagata che Maria ha capito che il fumare poteva aiutarla un po’ a sopportare quell’odore nauseabondo.
"In 20 anni abbiamo debellato la lebbra nella nostra zona attraverso la cura e soprattutto attraverso l’educazione sanitaria, insegnando che occorre lavarsi bene, con acqua pulita, e che bisogna curare l’alimentazione. A causa dei tempi lunghi della cura, che spesso scoraggiava i malati, abbiamo dovuto anche creare un sistema di fedeltà "a premi" per chi era perseverante. Il rischio infatti è che, delusi dagli scarsi risultati iniziali, si rivolgessero ai guaritori del villaggio, con salassi di denaro e, ovviamente, senza risultati". Nel frattempo altre emergenze venivano alla luce: "In una città abbastanza grande, Dschang, abbiamo trovato una pupponière, una sorta di ricovero per orfanelli la cui madre era morta durante il parto. Capimmo che molte donne morivano, dando alla luce i loro piccoli. Così abbiamo cominciato a fare educazione sanitaria alle donne nei villaggi per prepararle al parto". La ricetta è quella giusta: cura, sì, ma anche, e soprattutto, formazione: "Il segreto per debellare la lebbra, l’Aids ma anche le tanti morti di bambini per una banale diarrea a causa della disidratazione, è stato effettivamente quello dell’educazione sanitaria. Per questo avevamo pensato con il vecchio vescovo di Bafoussam di aprire Radio speranza, un’emittente per la formazione sanitaria e religiosa della popolazione. Vedremo se il Signore sosterrà questo progetto". I lunghi anni non danno tregua alla missionaria. Finanzia la costruzione di scuole, asili, chiese. Aiuta e incoraggia seminaristi e sacerdoti nella loro difficile missione. Non nega mai a nessuno, tanto meno oggi, una cura "volante", un aiuto o un consiglio. Negli anni il Camerun esce dall’emergenza sanitaria, anche con l’aiuto della cooperazione internazionale: "A Bangkoup, un piccolo villaggio nella foresta, ho aperto su richiesta del governo, un grande dispensario di medicine, centro di riferimento per mettere su in ogni villaggio una piccola farmacia e una rete di agenti sanitari locali formati da noi volontari per distribuire i medicinali nei villaggi. Negli anni ho formato 150 sanitari: una rivoluzione del sistema sanitario che ha funzionato, anche se mi è costato un’enorme fatica e molto lavoro".
Nel dicembre 1998 Maria apre un centro sanitario a Baleng, nella periferia di Bafoussam. Un dispensario di medicine, un reparto di maternità per accompagnare le donne al parto, uno per la cura dell’Aids, un laboratorio di analisi per scoprire subito le malattie e alcune casette per ricoverare i malati più gravi, specialmente quelli terminali, ai quali lei, secondo il suo stile, non fa mancare gli ultimi ritrovati della medicina per rendere meno duri gli ultimi giorni di vita: le cure palliative.


L’ultima frontiera: le carceri.


"Dieci anni fa ero incuriosita da quanto mi dicevano sulle prigioni di Bafoussam. Così ho chiesto a un sacerdote dehoniano del comitato Justice et paix, padre Bernard, di visitarle. Volevo rendermi conto di come vivevano i prigionieri. Una volta messi i piedi lì dentro ho avuto subito compassione di questi uomini, ragazzini, donne. "Non posso mica lasciare gente in queste condizioni", mi sono detta, "con la rogna, i capelli lunghi, le pulci, tutto sporco, niente acqua né sapone, né cibo...". Così la donna comincia ad andare con frequenza in carcere per curare i casi più gravi. Ad accompagnarla sempre il solito François, l’anziano ergastolano che lì è un po’ come il capo villaggio, un buon padre di famiglia che conosce tutti. François sa già che finirà lì i suoi giorni: è lui che le indica ogni volta i casi più gravi, come quello di Moussad, un ragazzo di 23 anni sbattuto in galera dopo essere stato beccato con delle armi dalla polizia e "impallinato" dagli agenti, che in casi come questo aprono il fuoco senza farsi grosse domande. Ritrovato tre mesi dopo da Maria in carcere con la gamba ormai in cancrena per assenza di cure, la donna intercede per lui e ottiene di trasportarlo in ospedale per l’amputazione della gamba. Se il ragazzo oggi è vivo, lo deve solo a lei. In pochi anni la missionaria porta un po’ di umanità in carcere: le tubature per l’acqua corrente, il pavimento su tutta la superficie del carcere, la costruzione del "Salon Negretto" per il taglio dei capelli, una refezione quotidiana per i 300 carcerati più deboli, soprattutto i minori e i malati. Da ultimo un progetto di sviluppo agricolo per i minori tirati fuori dal carcere. "I soldi?", chiede lei con noncuranza. "Mi sono sempre arrivati per Provvidenza: al momento del bisogno il Signore non me li ha mai fatti mancare". Da anni è l’Associazione Maria Negretto di Rimini (http://www.associazionemarianegretto.org/) che, con un’encomiabile opera di animazione e sensibilizzazione nel territorio, sostiene le tantissime attività della donna. La domanda è d’obbligo: quale futuro quando lei non ci sarà più? "Agisco da sempre in stretto coordinamento con la diocesi. Gli uomini passano, le opere restano. Ho piena fiducia che quando verrà il momento il Signore attraverso il vescovo continuerà a far sviluppare il piccolo seme gettato da me e dai miei amici di Rimini".

Stefano Stimamiglio

Intervista su: Vita Pastorale - N.1 gennaio 2011

venerdì 5 novembre 2010

Maria Negretto Buon Natale 2010

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GESU’ CRISTO
“La Parola scende verso di noi”!
“La forza della Parola “!



Natale 2010


Carissimi eccoci ad aspettare un nuovo Natale, una rinascita del Cristo in ciascuno di noi! Riceverete questa in tutta una atmosfera gioiosa, ricca di luci e colori! E’ NATALE !
Tutti ci aspettiamo un dono ed ecco che di tutto cuore vi ringrazio per essere miei amici fedeli. Quest’anno ho un annuncio del quale io stessa, pur sentendomi un pò smarrita, sento che per il prossimo futuro ancora il Signore mi accompagna.
La mia presenza in Africa, le imprese che porto avanti con Lui. Si, la mia é una collaborazione con Dio ed aggiungo: una comunione con Lui!
E’ mio obiettivo primordiale, lavorare coi miei collaboratori e figli per portarli a questa collaborazione con Dio. Portarli alla fede; al rapporto diretto con Dio; ad una vita serena, gioiosa e fruttuosa attraverso la comunione con Dio. Ecco un aspetto , il primordiale ,della loro formazione verso di loro. E ci tengo molto!
“Sono chiamata ad annunciare la mia vita, la mia fede! Sono pure Paolina, sento l’annuncio come un dono ai fratelli, ma pure come una onestà al carisma del nostro Beato Alberione, al quale credo e cerco di essere fedele.Annunciare la Parola ; il Cristo unico scopo della mia vita.
La mia vita , un continuo cantico del Magnificat… Questa é la mia vocazione o missione datami da Dio fin dalla mia creazione: “L’Annuncio”. La mia conversione l’ho avuta a 30 anni dove ho riscoperto il Vangelo sotto una nuova luce ; non ero una cristiana autentica perché non Lo vivevo fino in fondo. Ma anche questo mio ritardo a scoprirmi, lo metto nella Sua volontà, tra i Suoi doni. Magari nei miei primi anni di gioventù, mi trovavo ad un mio stage preparatorio alla missione di annuncio in Africa! Non mi rammarico di niente. Il Signore come ora, sempre mi ha guidato .
Vivo profondamente la collaborazione con Dio; forti esperienze di fede e speranza in Lui.
Ora mi sento adulta per formare i miei colaboratori locali ed i miei figli (gli ex detnuti minori…) alla collaborazione ed in particolare alla comunione con Dio.
Tanti hanno fatto esperienza della mia umanità, ma hanno anche vissuto insieme con me.
Lo posso fare poiché tanti mi ritengono la loro madre che sa accompagnare ed incoraggiare. Penso che, “ l’unico vero libro composto da me é la mia vita”.
Con San Paolo posso dire: “e voi siete diventati imitatori miei e del Signore. Ho cercato di essere stata amorevole con voi, come una madre nutre ed ha cura delle proprie creature; pure a voi miei destinatari vivi e concreti che siete da me amati dò il Vangelo la Parola. Il Vangelo che si faccia vita anche in voi. Testimoniando il Vangelo, la Parola, si entra in una mentalità; si crea una cultura della fede, che é un modo di vivere, di pensare,di sentire. Parlare, amare, comunicare. Si, vivere insieme tra diversi … La scala, il laccio é Dio, fede, speranza, carità.
Carissimi, arrivo per descrivervi le ultime opere iniziate ed in procinto di essere condotte. Già vi dico che sto aspettando due persone volontarie; é normale, alla mia età, pur avendo ancora entusiasmo ed ogni mattina, riconosco pure i miei limiti che mi fanno perdere molto tempo; in tre dovremmo far proseguire più regolarmente ed onestamente. Le Cure Palliative, un Centro essenziale ai nostri giorni qui in Cameroun dove parecchi casi di tumori vengono diagnosticati troppo tardi per intervenire con cure regolari. Li accettiamo già avanzati…Un ambiente, il nostro, dove loro stessi ci dicono grazie: “Qui passa Dio”! Quanti col sorriso hanno accettato di andare verso la Luce a riposare. Sono esperienze emozionanti...Quanti angeli possiamo mandare in Cielo! Gente che da più anni soffre nel seguire il progredire della propria infermtà....
Difatti sarò affiancata da una Infermiera già in pensione, esperta in queste cure sia per i casi ricoverati che a domicilio. Una volontaria francese appartenente all’Associazine “ FIDESCO”. Arriverà da noi i primi di marzo 2011 e si fermerà per due anni.
Aspettiamo pure Mariarazia Crepaldi di Milano, pure lei già in pensione. Una grande animatrice sociale e sanitaria inoltre ci aiuterà nella catechesi in Parrocchia. Questa é libera non appartiene a nessun organismo, desidera solo conoscermi ed aiutarmi. Noi due saremo prettamente per gli ex minori che dall’11 ottobre si trovano già sul nostro terreno per iniziare come pionieri questo Progetto di Sviluppo Agricolo. Approvato dalle Autorità Civili e Tradizionali.
Difatti per assicurare sia il terreno che la continuità di questo grande e complesso progetto, ho creduto bene chiedere l’autorizzazione di creare una associazione a scopo filandropico. I miei quattro soci fondatori l’hanno voluta chiamare “Associazione Maria Negretto”. Ed aggiungono: ! Non mi dilungo a raccontarvi le varie e difficili pratiche per essere in regola e per aver il diritto di proprietà di 50 ettari di terreno fertile. Un dono da autorità tradizionali, comunque abbiamo dovuto soddisfare i tanti notabili con una busta a ciascuno; ora possediamo pure l’atto di proprietà. Una Associazione che al quarto anno di vita, se promette bene, diverrà un ONG locale. Ora con San Paolo posso anche dire che ho combattuto la mia buona battaglia ed ho avuto la corona… Si, mi è costato parecchio difronte un Cameroun prettamente corrotto! Pur seguendo le leggi, ho dovuto difendermi. Tanto che ora debbo pure decidere di rientrare per un qualche mese in più dei soliti congedi biennali, poiché ho deciso finalmente di sottoporre il mio ginocchio destro ad un Ortopedico... Madre Teresa diceva che dobbiamo sempre camminare ed anche correre verso chi ha bisogno e quando non possiamo più camminare, prendiamo in mano la canna. Ed é il mio caso, cammino col bastone. Grazie a Dio guido ancora e facilmente la mia RAV4. che mi é fedele. I miei contatti con la gente ed i poveri, continuano. La testa ed il cuore si mantengono; l’entusiasmo non manca..
Carissimi vi dò qui solo il titolo dell’ultimo progetto: “ Accoglienza, Formazione e Reinserimento socio-economica dei giovani e degli ex detenuti minori delle Carceri Centrali di Bafoussam.
A chi frequenta la mia Associazione in Italia, potrà chiedere il testo del progetto alla Segretaria e pure il rapporto dell’organizzazione dei primi 14 giovani già sul posto. Il villaggio dove ci siamo installati si chiama SOUKPEN, a 20 Km da Bafoussam, sulle rive del fiume Noun, dunque potremmo anche organizzare l’innaffiamento del terreno per tutta la stagione secca; un vantaggio !
Vedrete pure un preventivo dei primi due anni, anni di inizio progetto; é un pò forte ma so e sono certa che la provvidenza non mancherà anche questa volta!
Già un benefattore, un Ingegnere di Como ( Giovanni Stimamiglio) ci ha promesso i moduli pannelli solari. Al villaggio non arriva l’elettricità. Abbiamo in vista la costruzione dell’abitazione per una trentina di giovani più i magazzini per strutture agricole, anche per queste i miei di casa hanno alzato già le orecchie, certo che se qualcun altro terrà opportuno, abbiamo bisogno. Grazie.
Invio qua per voi una qualche foto Cure Palliative e sul progetto agricolo in particolare vi presenterò i miei figli., gli ex detenuti. Prima di mandarli laggiù,li tenni 4 mesi con me, dovevamo conoscerci e sopratutto volevo togliere loro la paura verso la società che non li ha accolti all’uscita dalle carceri, che piuttosto li temeno chiamandoli “Piccoli Banditi!! Non sono affatto banditi; aiutandoli per accellerare il loro processo, hanno avuto un mese o massimo due di condanna…” In questo caso chi é bandito? Sono loro o siamo noi che li abbiamo dimenticati là dentro per tre o quattro anni!?....
Carissimi, continuo la supervisione al grande Centro e Laboratorio di Baleng. L’alimentazione giornaliera ai detenuti abbandonati da tutti e che hanno fame; purtroppo ho dovuto diminuire l’effettivo, da 300 ora assicuriamo 150 casi, ma continuo, sono spese forti anche queste! Purché il Dottor Venturelli (Fiera di Rimini), non ci venga ancora incontro come gli anni addietro! Grazie.
Seguo le adozioni a distanza per le scuole elementari. Già al villaggio di SOUKPEN abbiamo dovuto creare una scuoletta almeno per i più piccoli essendo l’esistente a 7 km di distanza; la nuova volontaria Mariagrazia si occuperà pure della scuola…Un insegnante é in vista. La popolazione di questo villaggio é prettamente pagana, cercherà pure di fare anche una educazione religiosa. Finalmente saremo in tre, ma le azioni da portare, sempre tante! Non mi spavento, come sapete, sono testarda ed arriveremo a tutto ed a tutti. Vi lascio con sincero abbraccio amichevole e con l’assicurazione del mio ricordo al Signore per tutti, uno ad uno lo so che siete in tanti, ma il mio cuore é abituato ad essere grande con Lui e grazie a Lui, il Cristo che sta per venire a risvegliare la nostra fede ed a portarci speranza in un mondo migliore.

Ciao !
vostra Maria.
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giovedì 16 settembre 2010

Maria scrive sett.2010

17 sett.2010

Carissima,

sono abbastanza presa dalle attività per i prigionieri minori da sistemare in un progetto agricolo di sviluppo agrario.
Abbiamo ricevuto in dono da un capo Villaggio 50 ettari di terreno fertile. Ora si tratta di trasportare 21 giovani dai 16 ai20 anni... sistemarli provvisoriamente e cominciare a costruire la loro abitazione.
Inoltre é qui con me Don Stefano S. che senz'altro conosci della Società San Paolo redattore di Famiglia Cristiana. Lo accompagno affinché non perda tempo, resta solo tre settimane.
Sta incontrando qualche ragazzo desideroso di conoscere la Famiglia Paolina. Celebra la santa Messa in Parrocchia, si sta meravigliando e scoprendo un mondo ben diverso da quel che vive in Italia. Ammira ed apprezza il mio lavoro. Cerco di vivere con lui le pretiche di pietà nella mia cappellina. Breviario mattina e sera con Visita Eucaristica che poi alla fine mi da la benedizione col Santissimo. Sono veramente contenta che sia venuto. Speriamo che il suo passaggio parli ai cuori dei giovani che fino a ora inviavo nelle congregazioni già presenti qua. Chiedo solo preghiere perche il Beato Alberione ci accompagni. Dobbiamo entrare in Cameroun come Famiglia Paolina!
Finalmente qualche giorno in comunità di fratelli Paolini. Dio é grande!
Gli appuntamenti per lui sono tanti quindi abbi paziena, stiamo vicine e Gesù Maestro illumini noi e chi ha già una certa simpatia per noi!
Oggi eravamo nelle prigioni centrali di Bafoussam che lui giudica: una borgia inefernale con raggi di paradiso!
Le prigioni le affronti come se tu fossi in casa tua. Quale gioia per i 280 detenuti ed in particolare i ragazzi minori 14 ai 18 anni che sono 60. Poi gli ammalati ed i più poveri. Una vera festa per noi e per loro. In più avevamo portato i nostri 21 che con gli interni hanno giocato una partita di pllone, noi, i miei già usciti hanno perso...Comunque gioia completa da ambo le parti. Il Signore veramente era con noi.
Ho solo paura che Don Stefano cerchi di restare qui in Africa!!
Certo che io non glie lo consiglio deve tornare nelle paure e fatiche di un apostolato Alberioniano e di una comunicazione moderna dopo il Capitolo della San Paolo ed i tempi che corrono anche per la Chiesa tutta..
Un caro saluto vado al letto é tardi .
Ciao Maria.

mercoledì 17 febbraio 2010

Maria scrive

Maria Negretto Cameroum Quaresima 2010

Carissimi,
eccomi a voi....., a chi ho avuto la fortuna di contattare nel mese di dicembre e gennaio ,ho promesso questa mia lettera che vorrebbe mettere tutti al corrente dei nuovi progetti di realizzazione qui a Bafoussam capitale dell’ovest Cameroun.
Qui a Bafoussam, come in tutta l’Africa , la povertà é evidente in modo drammatico nelle prigioni e nelle condizioni di vita di coloro che vi sono detenuti. Si tratta per lo più di giovani che provengono dalla città, ma anche dalle zone rurali. La vita in carcere é particolarmente dura e difficile , alla privazione della libertà si aggiungono in primo luogo gravi carenze igienico-sanitarie . I detenuti dormono in celle sovraffollate , spesso senza materassi; i servizi igienici sono mal ridotti e spesso senza acqua e... l’alimentazione é insufficiente . Il problema più grande dei detenuti é quello di riuscire ad ottenere la scarcerazione, anche quando sarebbe dovuta: nella gran parte dei casi si finisce in carcere per reati "minimi" e per questi piccoli furti si scontano spesso pene molto lunghe .A volte quando il prigioniero è povero, perché poveri sono coloro che compiono questo genere di reati, non può pagare le spese legali o non può estinguere la pena pecuniaria , rischia di rimanere in prigione per molti anni..
In carcere é facile ammalarsi anche gravemente : broncopolmonite , malaria ,tubercolosi e AIDS , colera ed altre malattie intestinali e della pelle aggrediscono i più giovani già provati dalla povertà e resi ancora più deboli dalla reclusione... Ecco che qui troviamo i NOSTRI AMICI, i detenuti minori, per i quali il 2010 mi chiede di tenermeli vicini , amarli ed accompagnarli .
Questi detenuti minori, in genere, sono ex ragazzi di strada ... rimangono tre o quattro anni in prigione e poi, se fortunati , escono, si ritrovano fuori senza dimora e senza lavoro , in più segnati a dito.. Arrivano da me.. "Maman : j’ai faim, maman, mon père m’a refusé d’ailleurs, il me dit qu’il n’é même pas mon père... Maman aide moi, donne moi un travail , je vais travailler…" "Oui mon amis, je ne peut pas te laisser seul, nous sommes amis depuis n’est-ce-pas ?" Un altro suona alla porta : "Maman, ma mère ne me regarde pas, elle m’a dit de la laisser en paix… Elle ne me donne pas la clef de la maison.. Je suis dehors.. J’ai faim..." " Mon amis, tu es mon amis n’est-ce-pas?... Courage, je ne t’abandonne pas. Voila un pain, revient après demain…" Qualche settimana di tregua poi un altro arriva …, poi un altro... Questi giovani possono avere poco più di 18 anni...
Quando vado in città per commissioni, me li vedo lì al mercato che lavano le macchine parcheggiate o lucidano le scarpe... o vendono l’acqua fresca da bere ... usando il ghiaccio artificiale rubato nelle rivendite del pesce congelato.. Mi corrono incontro. Ho sempre qualche pacchetto di biscotti dietetici per malnutriti, e ... quanta gioia nei loro occhi, hanno un amico che li guarda... Sanno pure che io mi do da fare e che sto pensando a qualche soluzione per loro... Si, la sera quando stanca , vado a letto , me li vedo lì ... Al mattino, le buone idee... Ecco come é nato il "Progetto di sviluppo agricolo "per il quale sto contattando per un aiuto pratico l’ACRA, un' ONG di Milano che é pure già presente nel Nord Cameroun ed a Yaoundé. L’ACRA conduce già parecchi progetti di sviluppo agricolo.
Se l’ACRA accettasse di farlo da noi con due volontari , sarebbe l’ideale e con loro potremmo entrare facilmente nel progetto CEMAC per tutta l’Africa: si tratta di un’azione rivolta allo sviluppo agricolo per garantire l’alimentazione in tutti i Paesi del grande Continente . I miei amici, gli ex prigionieri, potrebbero essere i "pionieri di un progetto pilota"!
Carissimi, vi dico che l’amicizia è un dono che fa miracoli … se non lascia indifferenti si diventa inventivi... Basta corrispondervi dal profondo del cuore .
Contemporaneamente un'altra mia grande preoccupazione é di far sorridere i bimbi più piccoli , in particolare i bimbi rimasti orfani a causa dell' AIDS o per altri motivi : bimbi abbandonati che non hanno vissuto o non vivono l’affetto famigliare . Per questi bimbi dai 3 anni ai 14 anni , vorrei fare un " Centro di Accoglienza Diurno " o "Foyer du jour ". Poter accogliere bimbi orfani per toglierli dalla strada...e dare loro affetto , una casa, delle mamme, delle insegnanti , delle animatrici sanitarie.. una qualche giovane mamma volontaria ; un pranzo completo a metà giornata ; accompagnarli a scuola e seguirli dopo .. Far imparare un mestiere in qualche atelier della città.. oppure aiutare i nostri cari ex detenuti minori , nei lavori dei campi.. Inquadrarli insomma... Cercare di accompagnarli con Istruzione ed educazione civica , sociale , morale e religiosa . Prepararli alla vita... aiutarli nel loro sviluppo psicologico- mentale.
Si, la situazione di questi bimbi abbandonati é preoccupante.. Sono
certa che se non si lavora in questo senso fra qualche anno saranno bimbi di strada e sono certa che poi li troverò in prigione ad aumentare il numero dei detenuti minori ..Una catena che dobbiamo rompere per non avere poi dei ragazzi sbandati e … veri banditi nella società!…
Dare loro una famiglia, anche se sarà molto numerosa ..Perché una famiglia grande? Perché tutti assieme?, Voi lo sapete che sei o sette anni fa, mi proposi di preparare le famiglie cristiane mall’affido di questi bambini... Non sono riuscita... L’africano é ancora troppo radicato nelle sue tradizioni e cultura.. Culturalmente non é lecito tenere in casa , mescolare i propri figli con altri e... magari di altra etnia... Il tribalismo é molto sentito ... Tribalismo: una pessima voce che ritarda e tradisce il concetto di fraternità , di comunione... Rallenta pure i cristiani nell' approfondire la loro fede... Non aggiungo altro a proposito , dovrei allora parlare anche dell’inculturazione... un enigma. Una paura.... che si dovrà pure superare..
L’Africano , carissimi , é un popolo molto religioso , ma poco , pochissimo spirituale... Tanti battezzati, si ci sono i battezzati, ma pochi cristiani... pochissimi... Cristiano é colui che segue le orme di Cristo , vive nella Sua parola che é parola di verità, di giustizia, di conciliazione e di pace ...
Il nostro Santo Padre Benedetto XVI da un anno sta definendo un programma per vivere da cristiani nel III millennio . Procede nella sua sintesi umanistica che apra al mondo la speranza che può venire solo dall’Alto. Ad esempio lui sta affrontando la grande crisi economica che sta travagliando non solo i paesi poveri , ma tutti i paesi, anche quelli ricchi. La sua tattica? Esce la sua enciclica sociale "Caritas in Veritate" che ha una conclusione l’ "Amicizia tra i popoli".
Si, l’amicizia ... conoscersi e volersi bene, accettare ed andare incontro all’altro: cosa questa possibile solo se seguiamo e condividiamo ciò che disse nell’altra sua enciclica " Deus Caritas est". Si, il Papa ci dà un itinerario per tornare a Dio e vivere da cristiani il XXI secolo. Ripeto e ne sono convinta : "La speranza può venire solo dall’Alto! Ritorniamo a Dio!"
Come vedete, il "Foyer du jours" , dovrebbe sostituire l’affido dei bambini in famiglie singole ... Se riesco a trovare qualche giovane mamma volontaria che, mettendo a disposizione il suo tempo libero settimanale, viene ad intrattenere i nostri bambini, griderei già al miracolo... Non mi dispero, il Signore fa sempre bene le cose, Lui ha i suoi tempi per tutti e tutto fa procedere sempre per il maggior bene di tutti … Obbedisco alla Sua volontà, si, perché il pallino mio della casa di accoglienza diurna, me lo ha dato Lui e subito ho avuto segni reali di conferma di essere nella Sua volontà.
Uno dei segni: il grande Capo tradizionale del Villaggio di Baleng, generosamente accompagna la sua prima moglie a sostenermi per la realizzazione sia del Foyer che del Progetto Agricolo per gli ex detenuti minori...Offre sostegno morale con una grande fiducia nei miei riguardi , offre un terreno di 125 ettari ... terreno fertile... e offre , nel suo foyer di villaggio, uno spazio grande per il " Foyer du Jour": aspettiamo con fede che le varie pratiche urbanistiche seguano il loro corso, ci spero, poiché una costruzione ,oggi giorno, costa carissima anche qua.....e non potrei mai intraprendere una cosa così grande con le sole mie forze, anche se posso dire di essere benvoluta dalla provvidenza grazie a qualche invio avuto dall’Associazione ONLUS-Rimini … Con questa mia , vorrei che qualcun altro, tra voi che mi leggete, ci venisse incontro.. Sto trattando per un pullmino/navetta da 15-20 posti per il trasporto dei bambini, da casa al centro di accoglienza, al mattino e alla sera.. Vedo già certe distanze.. impossibili per alcuni...e non realizzare il trasporto vorrebbe dire vanificare lo sforzo per attuare il Foyer du jour
Dopo vari incontri e pratiche burocratiche , sono riuscita ad avere pieno consenso dal Ministero degli Affari Sociali . Anche questo é un segno di approvazione per il mio sogno o chiamata . Questo é un grande passo . Siamo liberi di agire ; spero solo che da parte del Ministero ci vengano assegnate due Assistenti Sociali sia per aiutare i bambini che per sensibilizzare le famiglie all' accoglienza di questi nel quartiere .
Le autorità ecclesiastiche, la Diocesi e la Commissione Diocesana per la salute, sono state consultate ed accettano anche di controfirmare le attività spicciole e le domande di aiuto all’estero. Il dover far controfirmare domande o rapporti , sono esigenze che non solo accetto, ma che cerco e per le quali ringrazio , perché ci consentono di lavorare in collaborazione e, di più, " In Comunione " : Comunione come esempio di vita sociale in famiglia ... Collaborazione che un giorno diverrà provvidenza nel senso che assicurerà la continuità delle stesse opere . Non metto limiti alla provvidenza , ma sono cosciente che non posso contare di assicurare la mia presenza per altri 10 o più anni... Il giorno arriverà che dovrò partire e le opere, anche tutte quelle antecedenti, dovranno continuare.. nel tempo. Questa é una grande provvidenza e
benedizione per me e per i miei amici: non saranno abbandonati a loro stessi ed io partirò in pace!
E’ perciò che nell’organizzare , nel condurre le azioni cerco di tener conto di progetti a breve, a medio ed a
lungo termine ... Organizzare bene il quotidiano .. fare bene le cose , per assicurare l’avvenire delle opere sanitarie e l’avvenire dei bambini..
E’ perciò che la sera i piccoli orfanelli saranno accompagnati a casa nel quartiere , devono vivere la vita nei loro costumi e tradizioni , guai a estraniarli.. Anche per questi , il loro avvenire deve partire dalla famiglia di base , se non proprio la loro, almeno quella della grande famiglia , con le nonne , i nonni, gli zii..
Carissimi tutti, con questa mia lettera ho voluto mettervi al corrente delle mie preoccupazioni ed impegni attuali: siamo già presi dalle Cure Palliative (per le quali aspetto ancora qualche brava e saggia infermiera dall’Italia …); siamo impegnati dal Centro Sanitario e dal Laboratorio di Baleng (per il quale abbiamo appena comprato un’apparecchiatura abbastanza sofisticata " La Elisa", importantissima per noi ed una provvidenza per la nostra gente di Bafoussam); siamo impegnati nelle Prigioni Centrali (che ancora una volta mancano di acqua pur avendo 1280 presenze effettive di detenuti …, per le quali prigioni stiamo anche portando avanti il progetto per un grande acquedotto per il quale attualmente siamo in attesa di un esonero dalle tasse governative), la TVA é sempre abbastanza forte: è questa una tassa governativa abbastanza forte che viene messa in ogni opera , in ogni iniziativa come pure sui doni che il Paese riceve.. .. Una tassa obbligatoria che ,anche quando si ottiene un esonero dal Ministro delle Finanze , questa tassa viene ridotta di pochissimo, ma c'é sempre.. una grande mano per questa ce la sta dando il nostro caro Vescovo Mons. Joseph Atanga , attualmente nominato Arcivescovo di Bertua … E’ partito . , ma si raccomanda di non dimenticarlo.. No, non lo dimenticheremo poiché ci ha già aiutato parecchio ed aggiungo che a lui chiederò ancora il favore di inoltrare un’altra domanda di esonero, per il pullmino che sto trattando per gli orfanelli.. . Monsignor Atanga, fa parte della mia schiera di amici …
In Diocesi, stiamo aspettando il nostro prossimo Vescovo, aspettiamo prima l’arrivo del nuovo Pronunzio Apostolico, nominato dal Santo Padre nel gennaio scorso.. Ancora un Italiano per il Cameroun e la Guinea Equatoriale: Monsignor Piero Pioppo .
Ora carissimi, vi lascio dalla penna, ma non dal cuore.. se riesco a continuare nella mia testardaggine , é perché sono fiera di voi e certa che non mi lascerete sola!! E soprattutto fiera dell’aiuto del Signore che sento sempre molto vicino … Non ci lascerete soli!! Grazie.
Cordialmente e con tutta la mia amicizia , vi prometto un ricordo quotidiano al Signore nelle mie povere preghiere.

Maria

il 27 febbraio prossimo faremo una festa per gli orfanelli , una grande festa con fanfara , canti e danze, così come sono le feste africane .La festa ha come scopo un censimento della numerosità dei casi difficili, evidenziando quelli con maggiori bisogni e necessità di essere seguiti.
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